Diventare padri è come nascere per la terza volta nella vita

Cosa vuol dire diventare genitori e, in particolare, essere padri oggi?

Cosa vuol dire diventare genitori e, in particolare, essere padri oggi? In passato a tale figura corrispondeva un’autorità indiscussa. La funzione strumentale di tale ruolo e la mortalità infantile, portavano ad un distacco emotivo verso i figli finché non avessero raggiunto un’età utile per le strategie familiari: sul lato femminile nella prospettiva di un conveniente matrimonio, sul lato maschile nella direzione di assicurare la continuità del benessere economico. Questo modello viene progressivamente eroso con l’entrata nella modernità. L’ordine costituito non ha più valore in sé. Non va semplicemente trasmesso così com’è alle generazioni successive.

Il metodo scientifico cambia il modo di vedere il mondo mettendo in discussione vecchie certezze, ma soprattutto innesca un processo di cambiamento che apre ad opportunità nuove solo se si consente alle nuove generazioni di andar oltre l’esistente con strumenti nuovi. Un passaggio ben colto ne “I Promessi sposi”. Un romanzo che non si pone solo come base culturale dell’Italia Unita ma rappresenta più in generale l’entrata in un mondo nuovo aperto dalla modernità. È interessante notare come Alessandro Manzoni per protagonisti scelga due giovani senza figura paterna. Nelle pagine finali l’apertura a un mondo nuovo e migliore, senza la peste e finalmente liberi di sposarsi come vogliono e con chi vogliono, è simboleggiata dalla nascita di una nuova figura di padre. Renzo rappresenta il padre che aiutai figli ad andare oltre con strumenti nuovi: dopo tutte le ingiustizie e le traversie subite, l’idea di un mondo migliore passa attraverso il volere che i propri figli imparassero a leggere e scrivere. Fino a qualche generazione fa questo approccio ha consentito di alimentare una mobilità sociale crescente, con un destino sociale dei figli che migliorava all’interno di un percorso anticipabile rispetto all’investimento dei genitori. La complessità e il rapido cambiamento attuale fanno oggi variare molto più velocemente le coordinate in cui si sviluppano tali percorsi. Il padre non è più colui che impone regole fisse indiscutibili, ma nemmeno più colui che riesce a trasmettere punti solidi di riferimento entro cui i figli sono avviati per avventurarsi su terreni inesplorati. È questo un mondo in cui si nasce tre volte se si vuole continuare a crescere come parte attiva di una realtà in continuo mutamento. La prima nascita è quella di quando si è generati. La seconda è quella in cui si diventa consapevoli di sé e si definisce il proprio essere e fare nel mondo. La terza è quella in cui si diventa genitori e si rimette in discussione il proprio sguardo sul mondo che cambia adottando la prospettiva delle nuove generazioni. È di questi padri che abbiamo oggi grande carenza e che dobbiamo aiutare a nascere.

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