
Quel che manca all’Italia è soprattutto ciò che i giovani possono fare quando sono messi nelle condizioni ideali per dare il meglio di sé. Manca perché mancano i giovani. Ma i giovani mancano perché non trovano in Italia ciò di cui hanno bisogno. Il che li porta altrove. La perdita dei giovani per l’Italia è un triplo danno: il costo di averli formati; il mancato rendimento che si sarebbe ottenuto se fossero rimasti; il rendere più competitivi i Paesi con cui ci confrontiamo sul mercato internazionale. Secondo lo schema del saggio semiserio di Carlo M. Cipolla sulla stupidità, questo saldo negativo in uscita ci colloca nel quadrante degli sprovveduti (quelli che generano beneficio per gli altri con perdita per sé).