
C’è una sola via per inserire il Paese in un solido percorso di crescita. E’ quella di trasformare le nuove generazioni da principali vittime del lavoro che manca a protagoniste del lavoro che cambia. Il lavoro che manca è ciò che del passato non c’è più, il lavoro che cambia è ciò che del futuro non c’è ancora. Quello che c’era per le generazioni precedenti e oggi sta sparendo, in termini di occupazione e welfare, impoverisce le nuove generazioni solo se nel frattempo non si creano condizioni di sviluppo economico e sociale più coerenti con nuovi tempi, nuove sensibilità e nuove sfide.